Technostress? i fiori di Bach possono aiutarti

Technostress, ovvero lo stress provocato da un utilizzo  smodato delle nuove tecnologie, può generare gravi effetti collaterali sulla salute fisica e mentale e sulla sfera emotiva delle persone.

 

Craig Brod, che coniò il termine “technostress” nel 1984 , così lo definisce

 

“Un disagio causato dall’incapacità di affrontare le nuove tecnologie del computer in modo sano. Si manifesta in due modi distinti: nello sforzo di accettare la tecnologia informatica e, nella forma più specifica di iper-identificazione con la tecnologia informatica.
Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2016/04/tecnostress-iperconnessione-internet/

Gli effetti del Technostress

Nel corso degli ultimi anni diversi studiosi hanno iniziato a studiare gli effetti del Tecnostress sulla salute degli individui: spossatezza, cefalea, senso di impotenza, problemi oculari, mal di schiena, indebolimento del sistema immunitario, danni neurologici e psicologici. Eppure il lavoro e le relazioni sempre più virtuali ci spingono sempre più ad un uso smodato delle nuove tecnologie. Telefono cellulare e pc sono il must. Non è neppure concepibile vivere senza.

Come riconoscerlo?

Recentemente una Sentenza della Procura di Torino (sentenza Guariniello, 2007, Procura di Torino) ha riconosciuto il Tecnostress come malattia professionale. Come tale, è caratterizzata da precisi sintomi riconoscibili : mal di testa, ansia, insonnia, disturbi gastrointestinali, attacchi di panico, stanchezza cronica, depressione e alterazioni comportamentali.

Il primo a parlare degli effetti del Technostress fu l’americano Graig Broad, 30 anni fa, pubblicando il suo libro “Technostress”. Ai sintomi fisici, associati al dolore fisico e al disaggio che ne consegue, si affiancano manifestazioni comportamentali e cognitive non sempre riconoscibili: il progressivo isolamento sociale e relazionale, il senso di tristezza e insoddisfazione, la mancanza di fiducia, il calo del desiderio.

Stress da sovraccarico e fiori

Per coloro che per lavoro o divertimento passano diverse ore di fronte al pc o al telefon, per chi proprio non può rinunciare alla tecnologia ma allo stesso tempo non vuole star male, può rivolgersi con fiucia ai Fiori di Bach.

Tra i fiori, quelli più indicati sono:

  • White Chestnut: quando i troppi pensieri affollano la nostra mente, pensieri ripetitivi e assillanti che non ci lasciano in pacie. Come un criceto nella ruota, affollano la nostra mente. Consigliato a chi lavora fino a tradi al computer, alle vittime dei troppi pensieri che affollano la mente e non ci lasciano in pace.
  • Elm: Eccesso di carico , quando la nostra mente è carica di troppi pensieri, sentiamo di non riuscire a sopportare il carico. Questo fiore insegna anche a moderare l’eccesso di stress a cui ci sottoponiamo.
  • Hornbeam: Da sollievo alla stanchezza metale e visiva dovuta ad una sovraesposizione visiva al monitor del computer o altri dispositivi tecnologici
  • Vervain: se il sovraccarico tecnologico genera iperattività fisica e menatle, una euforia tecnologica che rende impossibile il rilassamento e rinforza la dipendenza.
  • Clematis: per chi fugge dalla realtà cercando rifuggio in un “altrove” virtuale
  • Heather: quando la fuga nel “virtuale” è data dalla necessità di riempire un “vuoto” emotivo e relazionale, quando l’eccessivo lavoro è un “altrove” inquanto è lo stesso stress lavorativo a riempire i vuoti dell’animo. Questo fiore ci porta da amarci di più a riconoscerci e rispettarci per l’unicità che siamo.
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