Il senso delle malattie esantematiche dell’infanzia

Che senso hanno le malattie esantematiche dell’infanzia? E’ possibile attribuire loro un significato o rispondono ad una solo logica fisio-patologica? Cercherò di rispondere a questa domanda che spesso sento dalle mamme riferendomi principalmente al pensiero di Rudolf Steiner in termini di medicina antroposofica.

Il senso dell’evoluzione

A differenza dell’uomo, all’animale non è possibile evolvere attraverso la sofferenza e il dolore, che possono indicare una nuova direzione evolutiva. In altre parole,  ad un leone, non è possibile  a seguito di una malattia o di un’esperienza dolorosa, diventare “più leone”. L’uomo invece può diventare “più umano” in un processo evolutivo  che passa anche attraverso l’esperienza della malattia.

Nella prima infanzia si attua un processo  per cui l’essere psico-spirituale del bambino si “incarna” nel suo corpo e in esso impara a “sentirsi a casa”. Questo processo  è tanto più agevole se il corpo fisico è adatto a lui, quanto più viene reso adatto attraverso il processo di crescita.

Molti adulti non vivono bene nel proprio corpo, non lo amano perchè non lo riconoscono, fino a sentirlo quasi estraneo ad essi.  Il compito della medicina e della pedagogia dovrebbe essere proprio quello di agevolare una incarnazione dell’essere animico nel corpo,  quanto più sana possibile.

Qual’è il ruolo delle malattie dell’infanzia

Stando a quanto detto riguardo al senso dell’evoluzione, le malattie dell’infanzia non sono un incidente di percorso, un qualcosa che è bene non accada mai, al contrario, hanno un significato evolutivo e una ragion d’essere ben precisa.

Le malattie dell’infanzia sono un aiuto a “elaborare fisiologicamente” in profondità determinati ambiti dell’organismo fisico.

La malattia richiama l’Io del bambino a stabilire un nuovo ordine nell’interazione tra quelli che Steiner chiama “arti costitutivi“:

  1. Leggi delle strutture solide: corpo fisico
  2. Leggi delle funzioni attive nei liquidi: corpo eterico o corpo vitale
  3. Leggi delle funzioni attive nell’aria: corpo astrale o corpo dell’anima
  4. Leggi delle funzioni di integrazione attraverso il calore: organizzazione dell’Io

Steiner ritiene  che l’attività individuale dell’Io si attiva nel corpo attraverso il calore. La vita di sentimento attraverso l’aria; i processi vitali individuali si riflettono nei liquidi e quelli del corpo fisico nell’elemento solido.

Pertento, nelle malattie con febbre alta è l’organizzazione dell’io che si inserisce nell’attività vitale stimolando i processi di ricambio e il sistema immunitario.

Con la pertosse, sono invece gli organi della respirazione e le loro funzioni ad essere riconquistati così che l’organizzazione astrale si inserisce in modo più forte nell’organismo.

Nelle malattie che si accompagnano ad un rigonfiamento delle giandole linfatiche, viene provocato un più compiuto inserimento nel corpo delle funzioni fondamentali di ogni attività vitale del corpo eterico.

La varicella porta nelle sue vescicole, sostanze dell’organismo che devono essere eliminate dalla sfera vitale.

Dopo un’adeguata convalescenza, i genitori osservano spesso dei cambiamenti positivi nel bambino: il volto assume un’espressione più “individuale”, compaiono nuove abilità, nuovi interessi e una salute generalmente più stabile.

Il compito delle malattia è quello di ritornare sani , con una nuova coscienza e con maggiori capacità fisiche, animiche e spirituali.

Il fine medico-pegadogico è portare aiuto a questa realizzazione.

 

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