Perchè leggere ai bambini

Mamma mi leggi una storia? C’è il tempo per tutto. Per il gioco, per lo studio, per lo sport, e c’è poi il tempo senza tempo, quello della lettura, un momento magico di unione e condivisione, il momento in cui la realtà cede il posto al regno della fantasia e dell’immaginazione.

E’ il tempo del bambino, è il tempo in cui l’adulto ritorna bambino.

Favole e racconti: alla scoperta del mondo emotivo

Racconti, favole, fiabe, danno la possibilità ai bambini di prendere contatto con una parte di essi, con il proprio mondo emotivo, esplorandone sentimenti ed emozioni, imparando a riconoscerle e a darle un nome, imparando ad esprimerle. Le storie lette non rappresentano sono il momento dell’immaginazione, ma il momento in cui l‘emozione può emergere liberamente e farsi viva: il sorriso, la lacrima che segna il viso, il riso che irrompe all’improvviso. E’ nell’emozione che il bambino si riconosce, vivendola intimamente ed esprimendola in tutta la sua energia.

 Imparerà a fare i conti anche con un altro aspetto di sè: la paura. Mentre il bambino ascolta una fiaba, è assorto nel suo regno, in un mondo di fantasia animato da tanti personaggi che interpretano un ruolo ben preciso, il protagonista, l’eroe positivo si batte con un antagonista, l’eroe negativo, deve affrontare una prova o superare un ostacolo per raggiungere l’obiettivo: conquistare la principessa, raggiugere una meta, scoprire un tesoro, salvare qualcuno. Ma per far questo deve superare una dura prova. Deve superare la paura. Ed è questo che mantiene viva la suspace fino alla fine, fino a quando, affrontata e vinta la paura, l’eroe vincerà. Il bambino, ha bisogno di confontarsi con lei: la paura. Che assuma il volto del drago sputafuoco, del guerriero, del mostro. Riconoscere la paura vuol dire conoscere una parte di se, la parte più fragile che deve essere compresa e quindi accettata. In questo il bambino scoprirà nuove risorse che lo renderanno più consapevole dei propri limiti, più forte.

Le storie aiutano a comprendere meglio eventi che posso essere causa di disagio  nel bambino, per questo la favole creano quel clima di fiducia e condivisione che lascia traccia nella memoria emotiva del  bambino che nell’accoglienza e nella condivisione troverà risposte e supporto necessario per interiorizzare e comprendere quegli eventi causa di disagi e sofferenza.

Creare nella propria vita spazi di accudimento e condivisione è fondamentale per poter vivere con la giusta consapevolezza e superare i momenti di dolore.  Molti adulti non sono in grado di raccontare  momenti della loro infanzia in cui si sono sentiti accuditi, ascoltati, compresi. Non posso raccontarlo perchè semplicemente non lo hanno mai vissuto. E così, diventati adulti, si ritrovano insicuri, fragili, sentono un vuoto, il senso dell’abbandono e il peso dell’assenza si somatizzano nel corpo e diventano  dolore fisico, quella ferita mai sanata che pulsa da dentro.

Le favole attraverso la metafora, danno al bambino occhi nuovi con cui interpretare la realtà. Insegnano ad avere coraggio, a vincere la paura, insegnano la bellezza, la generosità, la tenacia, l’empatia.

Favole, racconti, fiabe, sono il tempo prezioso  in cui l‘intelligenza emotiva può svilupparsi dando al bambino un salvagente in più per la sua vita da adulto, quando grazie all’intelligenza emotiva avrà imparato a gestire le sue emozioni, l’ansia, la paura, imparando a vivere meglio con se stesso e con gli altri.

Il momento speciale

La lettura è un tango a due: la mamma legge, il bambino ascolta e partecipa, oppure si legge insieme. Un tango vissuto in due. L’emozione, da intima si fa condivisa. Questa condivisione crea un rapporto speciale tra il genitore e il bambino. Il tempo del racconto condiviso, parla di generosità, insegna il piacere del dare e del ricevere.

E’ il tempo che il genitore dedica al bambino a esprimere sentimenti come la pazienza, l’amore, la generosità.

E’ un tempo ricco di emozione. E’ un tempo ricco di presenza. 

In un tempo in cui i genitori sono sempre più assorbiti dal lavoro e vittime del senso di colpa dell’assenza, riprendersi il giusto tempo è importante a patto però che lo si renda davvero prezioso.  Non è la quantità di tempo che si dedica al bambino, ma la qualità del tempo a renderlo veramente prezioso.

Il tempo della lettura condivisa è lo spazio delle immagini, delle domande, delle riflessioni e delle fantasie.

E’ il momento in cui c’è il tempo per raccontare qualcosa di sè, raccontare la propria giornata, confidarsi.

E’ lo spazio in cui il genitore esprime nell’esserci “sono qui, accanto a te, sono qui per te e con te”.

E’ lo spazio che dona sicurezza e conforto al bambino, è quello spazio fecondo che aiuta il bambino nella sua crescita cognitiva ed emotiva.

Dove e quando leggere

Ci sono libri per ogni età, ma ci sono anche libri per ogni bambino. Ogni bambino è diverso dall’altro, e ciascun bambino avrà i suoi libri. Se è vero che fino ai tre anni i bambini sono interessati a libri tattili, sonori, o a libri che richiamano le loro attività quotidiane (mangiare, lavrsi i denti, mangiare, giocare), dai tre in su sono più interessati a storie nelle quli possono immedesimarsi con uno o più personaggi, storie di principesse, di animali, di personaggi buffi e divertenti, di eroi.

Assecondare i gusti dei propri figli è importante, vuol dire riconoscerli, riconoscere la loro natura. La sognatrice, l’avventuriero, il costruttore, l’ironico, lo scopritore di mondi nuovi, l’amante della natura. A ciascuno il suo libro. Purchè a scegliere sia sempre il bambino. I libri sono per tutti, non c’è un’età per leggere. Diversi studi hanno dimostrato l’importanza della lettura sia dai primissimi anni di vita. Come non c’è un’età per iniziare non c’è neanche un luogo da suggerire.

La lettura della buonanotte, quella mezz’ora prima della nanna tutta per lui, il  tempo del silenzio, delle luci soffuse in cui le parole della mamma o del padre evocano immagini e fantasie. Un momento di relax che aiuta a prendere sonno, che scioglie tensioni, che fa sentire accudito e accolto il bambino.

La lettura al parco, un telo sull’erba fresca, tra gli alberi e i fiori, spazi aperti e vasti che accolgono noi, i nostri libri tra mani,  e fanno da cornice e sfondo ai  nostri racconti. Luci e colori, il vociare lontano, il cinguettio, il vento che agita le foglie. Non è solo il relax che si cerca, si entra in communione con la natura, ci si ascolta e ci si riscopre.

La lettura al mare, l’odore di salsedine, la voce del mare che scandisce la lettura in uno spartito fatto di parole  e silenzi. E noi, sulla riva, piedi umidi e mani calde, la storia accompagna i nostri passi, che si fanno lenti. Attorno a noi c’è la bellezza, dentro noi armonia.

Lasciate che il bambino scelga la sua storia, che vi presenti il suo nuovo amico: il libro che accompagnerà voi e lui in un mondo di bellezza, condivisione, comunione. A casa, al parco, al mare. Ovunque e in ogni tempo.

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