Il Naturopata può aprire un’erboristeria?

E’ una domanda che sento rivolgermi sempre più spesso, per questo ho deciso di rispondere con un articolo che spiega come fare  ad aprire un’erboristeria essendo  Naturopati. Certamente se si decide di studiare naturopatia, si ha un’interesse per la salute, i rimedi naturali, le fitoterapia, la floriterapia e tutte quelle numerose discipline  che caratterizzano la formazione quadriennale in naturopatia. Alla base c’è però l’interesse a prendersi cura delle persone, attraverso metodi naturali, attraverso un’alimentazione sana, fornendo ai clienti consigli adeguati e sempre rispondenti alle loro esigenze. L’erboristeria, dovrebbe , in un’ottica naturopatica, rispondere a questa esigenza: non un semplice negozio, non solo vendita di prodotti, ma un luogo in cui sentirsi accolti, coccolati, in cui l’ascolto e la cura della persona vengono messi in primo piano.

Chi può aprire un’ Erboristeria?

Per aprire un’erboristeria occorre distinguere due alternative:

  • Produzione, trasformazione e commercializzazione di piante officinali sfuse e loro derivatiIn questo caso il requisito fondamentale è il conseguimento di:una laurea triennale in Tecniche Erboristiche;
    una laurea in Farmacia;
    una laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche;
    un diploma di specializzazione in Scienza e Tecnica delle piante officinali o in Farmacognosia. Trattandosi di corsi universitari, occorre informarsi presso le Facoltà dei diversi Atenei presenti nelle città italiane. In molte la laurea in Erboristica è stata soppressa.
  • Commercio al dettaglio di soli prodotti confezionati (esclusa, quindi, la miscelazione e la preparazione di erbe, tisane o fitoderivati)in questo caso, si rientra nella sfera del “Commercio al dettaglio” ed è necessario seguire un particolare corso abilitante all’iscrizione nel Registro degli Esercenti il Commercio (REC).

Il commercio al dettaglio di prodotti erboristici pone una questione sulla categoria merceologica: secondo il D.Lgs. 114/98, se questi prodotti sono considerati “non alimentari” è necessario il possesso dei soli requisiti morali; se i prodotti sono considerati “alimentari” è necessario possedere anche uno dei requisiti professionali indicati dall’art. 5 del citato decreto.
Poiché la verifica di questi requisiti compete al Comune in cui si intende esercitare l’attività, è necessario rivolgersi direttamente all’Ufficio Commercio del Comune.
Se il Comune qualifica i prodotti erboristici come “non alimentari”, ma nell’esercizio si vogliono vendere anche prodotti alimentari, a partire dal miele, è necessario adeguarsi comunque a quanto previsto per il commercio al dettaglio di prodotti alimentari.

Riferimenti normativi:
Decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica 6.6.1995 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 19.2.1996
D.Lgs. 31.3.1998 n. 114
Leggi regionali e comunali

Posso offrire tisane o tè?

L’erboristeria non è una sala da tè. Sarebbe carino poter creare all’interno della nostra erboristeria uno spazio dedicato al consumo di tisane fatte sul momento,  far assaggiare ai clienti  un tè, spigandogli magari le proprietà e i benefici. Purtroppo la legge italiana non lo permette.

Legge 25 agosto 1991, n. 287 “Somministrazione alimenti e bevande Aggiornamento della normativa sull’insediamento e sull’attività dei pubblici esercizi ” Pubblicata nella Gazz. Uff. 3 settembre 1991, n. 206. recita all’Art. 1.”Ambito di applicazione della legge e abrogazioni espresse”: 1. La presente legge si applica alle attività di somministrazione al pubblico di alimenti e di bevande. Per somministrazione si intende la vendita per il consumo sul posto, che comprende tutti i casi in cui gli acquirenti consumano i prodotti nei locali dell’esercizio o in una superficie aperta al pubblico, all’uopo attrezzati.

Quali sono i vantaggi di aprire un’Erboristeria?

Aprire un’erboristeria è una imprenditoriale che vi permetterà di avviare un’attività stimolate a contatto con le persone, gratificante sul piano umano e professionale, di semplice realizzo e con un investimento contenuto.

Non è necessario avere un ampio locale, ma se la l’ampia metratura non è un requisito indispensabile, lo è invece l’ubicazione. E’ bene prediligere le zone pedonali, di ampio traffico, con parcheggio, vicino ad altre attività commerciali,  parchi o scuole.

Oltre a possedere un’eccellente preparazione in materia, è utile poter offrire al cliente un vasto assortimento di prodotti di qualità: cosmetici e alimenti rigorosamente Bio, Tisane e Tè confezionati, Fiori di Bach e Fiori Australiani, Oli essenziali, incensi, praparati fitoterapici di mache note, prodotti per la dietetica, prodotti di bellezza bio, libri sul benessere e rimedi naturali,  oltre che oggettistica per il benessere, dalle lampade di sale ai diffusori o nebulizzatori d’ambiente per l’aromaterapia.

Secondo recenti stime, 12 milioni di italiani si rivolgonmo alla “medicina alternativa”, il consumo di prodotti erboristici è salito del 40%: questi dati testimoniano  la ritrovata consapevolezza di  alimentarsi e curarsi in modo naturale, fidandosi  di Madre Natura, sono l’unica via per promuovere il benessere, prevenire le malattie e evitare un consumo eccessivo di farmaci.

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