Naturopata: una nuova professione

Negli ultimi anni, dato l’enorme sviluppo della naturopatia e delle “medicine alternative”, sono proliferate scuole, istituti, accademie. Il punto è che ben poche danno indicazioni legali e fiscali riguardo la figura professionale del naturopata che vanno a formare.

La mancanza di chiarezza genera spesso confusione, improvvisazione, mancanza di tutela,  mancanza di informazioni utili per non commettere errori che possono costare caro al professionista. Se hai pensato di iniziare un percorso di formazione in naturopatia, farai bene a continuare la lettura di questo articolo.

Facciamo un pò di chiarezza.

Quali sono i riferimenti legislativi?

L’attività del “naturopata” è tutelata dalla Costituzione. La stessa all‘art. 4 dice che  “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere , secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività che concorra al progresso materiale e spirituale della società.”

 Nel Codice Civile Art.2060, Libro V leggiamo che “Il lavoro è tutelato in tutte le sue forme organizzative ed esecutive, intellettuali, tecniche e manuali” .

Quando si può incorrere nell’esercizio abusivo della professione medica?

L’ho più volte ribadito, il naturopata non è un medico, pertanto non può e non deve fare diagnosi, ne prescrivere alcuna cura. Chi vien meno a questi principi, rischia di incorrere nell’esercizio abusivo della professione medica. E’ solo quando si suppone che la Naturopatia abbia i connotati delle professioni sanitarie che si corre il rischio di contravvenire all’art.348 del Codice Penale ” Esercizio abusivo delle professioni sanitarie”

Alcune Sentenze della Corte di Cassazione

La  Sentenza  della Corte di Cassazione Penale , sez II, 5385/95 chiarisce  “In relazione alla professione medica, essa si estrinseca nell’individuare e diagnosticare le malattie, nel prescrivere la cura, nel somministrare i rimedi anche se diversi da quelli ordinariamente praticati, commette il reato di esercizio abusivo della professione medica chiunque esprima giudizi diagnostici, e consigli  e appresti le cure al malato”

La Sentenza della Corte di Cassazione Penale,sez.VI, n.166.626,4 maggio2005 definisce “Il chiropratico,il naturopata e l’iridologo, sono liberi di svolgere la loro attività ma qualificandosi come tali, in modo da non ingenerare nel pubblico l’idea che essi siano medici, e soprattutto senza esercitare competenze che spettano solo a chi è laureato in medicina e chirurgia”.

La Sentenza della Corte Costituzionale, n.149 del 1988 chiarisce “Non è medicina eseguire valutazioni ortostatiche generali e locali, fornire suggerimenti riguardanti stili di vita, alimentazione, uso di prodotti naturali,intervenire su articolazioni con manipolazioni mirate”

L’inquadramento del Naturopata in Italia oggi

Ad ora in Italia non esiste una regolamentazione della Naturopatia al pari delle altre regioni europee. Esistono proposte di legge regionali e nazionali, come la  Legge Lucchese che  proponeva una formazione  equivalente alla laurea di primo livello(scienze infermieristiche) e l’inserimento nel settore sanitario. La proposta di Lucchese venne poi stralciata a favore dell’inserimento del naturopata in un settore diverso da quello sanitario, rientrante nella formazione professionale regionale, in un settore chiamato DBN: DISCIPLINE BIONATURALI

Consulenza di Naturopatia

Consulenza di Naturopatia

Legge n.4/2013  Professioni non regolamentate

Con questa legge  l’Italia si è adeguata alla realtà Europea ed ora la preparazione professionale all’interno di percorsi di formazione specifici nel settore del benessere olistico assume una nuova, concreta, dignità professionale.

Quali sono le principali novità della legge 4/2013?

  •  trasparenza circa la preparazione degli operatori, demandata alle associazioni private che hanno il compito di controllare la formazione e l’aggiornamento degli stessi, pone l’accento sulla tutela dell’utenza, elemento accertabile con il diradarsi della nebbia che avvolge da sempre le professioni non ordinistiche.
  •  assegna, per la prima volta, un ruolo fondamentale ai siti web che devono essere organizzati in modo da fornire informazioni chiare e verificabili ai consumatori.
  •  avvia il confronto nel libero mercato tra le professioni ordinistiche e quelle non ordinistiche confinante con esse (si pensi a psicologi e counselor o a commercialisti e tributaristi).
  •  sul piano istituzione, demanda al MISE (Ministero per lo Sviluppo Economico) il compito d’informare circa l’uscita di Norme Tecniche UNI ed ammette l’accreditamento di associazioni private per le varie categorie che rispondano ai requisiti da quelle stabiliti.
  •  ammette la certificazione delle competenze, ad opera di certificatori di terza parte accreditati ad Accredia, l’organismo italiano unico che certifica i certificatori, nei termini del quadro europeo EQF (European Qualification Framework), adottato in Italia con il Decreto 13/2013.

La Norma UNI 11491

E’ispirata ai Benchmarks for Training in Naturopathy ai quali si rapportano le indicazioni OMS sulla figura professionale del naturopata. Non è una legge! E’ uno standard al quale le Scuole possono uniformarsi o no.  La Norma Uni definisce i requisiti del naturopata in termini di professionalità e competenze, descrive i trattamenti che può eseguire e i prodotti che può consigliare. Inoltre è conforme al quadro europeo delle qualifiche EQF.

In quali ambiti può lavorare il Naturopata?

Al termine dei 4 anni di formazione,  il naturopata avrà acquisito numerose competenze che potrà sfruttare in diversi ambiti. Essendo la naturopatia una scienza multidisciplinare,  si presta all’impiego in diversi settori, dall’educazione al benessere, dalla salute allo sport, dall’istruzione al turismo. Le principali collocazioni del naturopata sono :

– Spa e Centri Benessere

– Centri termali

– Centri  estetici

– Associazioni olistiche

– Erboristerie

– Centri Turistici

– Palestre

– Centri educativi e ricreativi

– Studi privati ( con partita Iva)

– Istituzioni pubbliche (es. laboratori o corsi nelle scuole, corsi di formazione rivolti ad alunni e docenti, attività di informazione ed educazione al benessere, prevenzione e viver sano. Laboratori e corsi in consultori, biblioteche comunali)

 

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