L’effetto Mozart…non solo per le orate!

Ascoltare Mozart rende davvero più intelligenti? Le sonate di Mozart hanno effetti  positivi sul cervello? Sviluppo cognitivo, cura dell’ansia, superamento di traumi, disturbi del ritmo cardiaco solo alcuni ambiti di intervento della musica di Mozart, ma pare siano veramente tanti di più.

Effetto Mozart, cosa c’è di vero?

I primi a parlare del potere terapeutico delle musiche di Mozart furono Gordon Shaw  seguito da  Frances Rauscher. Gordon Shaw avrebbe scoperto come le cellule nervose sono collegate fra loro con gruppi di altre cellule predisposte ad adottare determinate frequenze in base a specifici ritmi musicali.  Insieme a Rauscher fecero un esperimento  (il test chiamato Stanford-Binet, che misura l’ intelligenza dal punto di vista del ragionamento spaziale) i cui risultati vennero poi pubblicati sulla rivista Nature, la più prestigiosa rivista scientifica al mondo. Il test dimostrò chiaramente  un aumento del punteggio QI nei soggetti che avevano ascoltato la musica di Mozart rispetto a quelli che avevavo ascoltato altra musica o più semplicemente il silenzio.

La notizia ebbe subito una enorme risonanza mediatica e i giornali fecero a gara per saperne di più sull‘Effetto Mozart. Tra scetticismo e grande entuasiasmo l’Effetto Mozart continua a far discutere. Eppure diversi studi scientifici* dimostrerebbero l’interconnessione tra l’ascolto ripetuto di alcune musiche , precisamente la Sonata K448 e il Concerto 488 , e il miglioramento delle prestazioni cognitive dei pazienti oggetto di esame.

Musicoterapie ed Effetto Mozart per il trattamento di diverse patologie

La musicoterapia a partire dagli anni ’90 ha trovato un largo impiego nela terapia di numerose patologie. Si pensi ai trattamenti dell’ansia in musicoterapia e agli studi sulla terapia intensiva con le musiche di  Mozart, Verdi e Johann Sebastian Bach con la sua cantata n°169.

In particolare , l’attenzione e gli studi scientifici, si sono concentrate su Mozart, sulla Sonata K448 e il Concerto K488. L’ascolto di queste musiche sui bambini che soffrono di epilessia ha portato a una riduzione degli attacchi epilettici, miglioramento del sonno, meno disturbi comportamentali.

L’ascolto di queste musiche ha dato anche buoni riscontri nel trattamento dei disturbi motori legati al Parkinson, nei deficit cognitivi, nella demenza senile, nel calo delle funzioni mnemoniche. 

Qusti brani sono stati sperimentati anche in diverse situazioni cliniche, dando effetti sorprendenti: riabilitazione in seguito ad ictus, dolore, ipertensione, epilessia refrattaria a farmaci.

Sembrerebbe quindi che determinate frequenze e determinate  caratteristiche spettrografiche e ritmiche di una particolare musica siano in grado di agire a livello psicofico portando a delle modificazioni funzionali.

 

Le orate preferiscono Mozart

E se vi dicessi che i pesci ascolatno la musica? Ebbene si, la musica classica viene utilizzata in acquacoltura per far crescere più rapidamente i pesci. In particolare sembrerebbe che le orate allevate nelle acquacolture crescano più in fretta e riducendo  gli ormoni dello stress ascoltando Eine Kleine Nachtmusic di Mozart. 

 

 

 

 

 

*Coppola G et al. Mozart’s Music in children with drug-refractory epileptic encephalopathies. Epilepsy Behav. 2015 Sep;50:18-22

 

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