Come le parole spiegano la nostra malattia

Quando un paziente mi descrive la sua “malattia”, non  lo fa  con parole scelte a caso, ma con parole dal valore altamente allusivo e simbolico. Le sue parole descrivono non soltanto i sintomi, il dolore, come esso si manifesta, il disagio che provoca, ma descrivono la sua stessa persona. Le sue fragilità, la relazione con se stesso, con gli altri, con l’ambiente. Il suo vissuto emerge dalle parole, e chiede di essere compreso.

I 3 temi ricorrenti della malattia

Analizzando le parole usate per descrivere la malattia, quella che io definisco “la narrazione della malattia”, possiamo individuare tre temi ricorrenti:

  1. La  manacanza di amore
  2. La presenza di un tiranno
  3. La paura dell’abbandono

La mancanza di amore si esprime nel linguaggio collettivo dei sintomi, con le parole allusive: fregare, accavallare, palla, pelle,buco, carne.
L’espressione “ho un prurito e mi gratto sino a carne viva” è particolarmente allusiva, è presente “la carne” intesa come “pelle” e quindi ” il contatto”, è presente il “tatto” organo di senso, con la pelle, tra i più coinvolti nella relazione comunicativa del corpo.

La presenza di un tiranno è  una prigionia, un’oppressione, è la presenza di qualcuno o qualcosa nella vita che non permette all’individuo di esprimere se stesso appieno. Si esprime con le parole allusive: sento un peso, una pressione, una fascia stretta, una morsa, uno spasmo, qualcosa che tira, qualcosa che preme, un’oppressione al petto. L’asma, per esempio, è la malattia tipica che esprime la presenza di un tiranno, il non poter respirare  esprime infatti questa oppressione.

Il sentimento di abbandono esprime  la paura di essere abbandonati, di perdere qualcosa o qualcuno, è un sentimento che appartiene ad una persona che magari l’affettività vera non l’ha mai provata. Nel caso dell’abbandono le parole ricorrenti del malato sono: sento un vuoto, un taglio, qualcosa che si sposta, qualcosa che si spezza, uno strappo.

Cosa è dunque la mallattia?

La malattia è un’espressione che non fa altro che rivelare in maniera metaforica un vissuto emozionale che ha portato alla malattia stessa. L’emozione si è fatta parola e si è incarnata. Comprendere il valore emozionale della parole, il significato allusivo della narrazione della malattia, significa avere le chiavi d’ingresso del significato emozionale e spirituale della malattia stessa.

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