Incensi e resine

L’uomo nella sua lunga storia si è sempre servito di incensi e resine, attribuendo loro a seconda della cultura, un valore terapeutico, taumaturgico, magico o rituale. Le pratiche di fumigazione, erano presenti già nella civiltà egizia, prima ancora Sumeri, Assiri e Babilonesi, e poi Greci, Romani, Indiani d’America, popoli precolombiani, i Maya e gli Aztechi, e arrivano fino ai nostri giorni: purificazione dell’ambiente, allontanamento di energie negative, proprietà terapeutica delle piente, rituale diviantorio. Se penso all’incenso che bruccia, mi viene in mente un tempio buddhista oppure un ashram, eppure  la memoria olfattiva mi riporta semlicemente alle nostre chiese,  alla Messa cattolica dove l’incenso fumante di boswellia rappresenta un omaggio a Dio. Le resine e gli incensi, sono la manifestazione dell’elemento Aria ma in essi si riunisce l’essenza dei cinque elementi: “acqua, aria, terra, fuoco e legno”, il loro profumo è Etere. Ogni piante ha la sua “segnatura” l’impronta divina che ogni vegetale possiede, quella che ci fa riconoscere il suo carattere, la sua connessione planetaria e la sua peculiarità curativa.

  Gli incensi e le Resine

Gli incensi per eccellenza sono la resina della Boswellia, la Mirra, il Bensoino, il Cedro, la Tormentilla, la Canfora e la Propoli.

La Boswellia resina estratta dall’albero di Boswellia, è più di un incenso,  in realtà ha proprietà medicinali che la fanno paragonare da alcuni esperti a un vero e proprio farmaco antinfiammatorio e stimolante il sistema immunitario. Recentemente ricercatori tedeschi dell’University Saarbrücken, coordinati dal dottor Oliver Werz, hanno esaminato gli effetti curativi dell’incenso.boswellia

Gli acidi boswellici – spiega Werz-  interagiscono con diverse differenti proteine che fanno parte delle reazioni infiammatorie, ma soprattutto con un enzima che è responsabile della sintesi della prostaglandina E2».La prostaglandina E2 svolge un ruolo di primo piano nel processo infiammatorio poiché è uno dei mediatori della risposta immunitaria che  include anche l’insorgere di febbre e dolore.

Secondo quanto appurato dai ricercatori, gli acidi boswellici sarebbero in grado di bloccare questo enzima in modo tale da ridurre la risposta infiammatoria. In più, la possibilità che non vi siano effetti collaterali di sorta rende l’incenso di Boswellia  un possibile rimedio antinfiammatorio alternativo ai tradizionali farmaci i quali, per contro, hanno un discreto numero di controindicazioni ed effetti indesiderati – tra cui il rischio di ulcere e disfunzioni renali.

La Mirra,  Myrrhis odorata è la mirra dei Re Magi, portata in dono a Gesù. La mirra  è “femmina”: racchiude in sé l’energia della terra, dona forza, radicamento, tonicità. Ideale per uscire da stati di affaticamento e confusione mentale. In Egitto era detta “scongiuro dalla pazzia” proprio perché in grado di calmare le persone con gravi disagi psicofisici. Come altre piante, si usava bruciarla nelle stanze dei malati, per somministrare forza e come antisettico.

Il Benzoino, ha un profumo dolce che ricorda la vaniglia, si usa nelle miscele, quasi mai bruciato da solo (è irritante). Alla sera, insieme a cannella e sandalo, risulta calmante, rasserenante. Mentre, insieme a incenso e cedro, vivifica lo spirito.

Al benzoino viene inoltre attribuita un’azione di stimolo sulla creatività. Una ricetta fumigatoria tradizionale, a base di benzoino, si chiama “Shakti” (in commercio): l’impronta femminile di questo aroma richiama i sentimenti amorosi, libera la fantasia e la creatività.

Il Cedro, balsamico e anticatarrale, si usava nei rituali, anche a scopo di purificazione. Dona forza interiore e sicurezza nei momenti di crisi, conferendo fiducia e autostima. Nello stesso tempo riduce la pressione psichica e riporta serenità

Come usali?

L’utilizzo è piuttosto semplice, però dipende dal tipo di incenso e resina che utilizziamo. Puoi trovarli in commercio sotto varie formulazioni: grani, bastoncini, conetti, resine. Ti servità un bruciaincensi se si tratta di un bastoncino da accendere o un conetto. Ricordati di non lasciare incustodito l’incenso acceso per evitare bruciature e incendi.

Se invece userai la resina in grani, ti servirà un carboncino e il braciere sul quale porrai pochi grani di resina. Una vola acceso il carboncino sotto il braciere, la resina inizierà a bruciare rilasciando un leggere fumo bianco e una forte profumo nell’ambiente. Puoi respirare direttamente il fumo stando vicino al bruciaincensi, oppure puoi coprire il capo con un telo per non disperdere troppo il fumo nell’ambiente.

Se invece vuoi purificare l’ambiente, devi camminare nella stanza soffermandoti in particolare negli angoli e alla fine porre l’incenso al centro della stanza.

Attenzione! Cosa stiamo brucciando e  respirando?

Che si tratti di grani o bastoncini, conetti o resine da brucciare col carboncino nel braciere, dobbiamo porci sempre una domanda: sono naturali?  Poichè alcune piante come il sandalo, sono tutelate per via della scarsa reperibilità e dell’estinzione, spesso si trovano in commercio incensi  artificiali. I produttori che utilizzano materiali di scarsa qualità sono però facilmente riconoscibili: diffidare sempre dei prodotti low cost. Bocciati gli incensi a 1 euro!

Come accorgersi se un incenso è naturale? Abituati innanzittutto a leggere bene le ettichette perima di acquistare, per legge deve essere indicato se si tratta di un prodotto naturale e la sua provenienza. Ti puoi comunque accorgere di un incenso o resina artificiale da alcuni fattori: fumo acido, felocità di consumazione eccessiva, sostanze sintetiche ( mela verde, fragola, ciliegia). Evita di respirare incensi sintetici, respirerai  solo petrolio! Le resine e gli incensi sono ottimi alleati per la salute di noi stessi e dell’ambiente nel quale viviamo, possiamo sfruttare appieno tutte le loro proprietà teraputiche, a patto che i prodotti siano di qualità e siano 100% naturali.

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